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CONVEGNO SULL'ANTISEMITISMO ALL'UNIVERSITA' PER STRANIERI: OSPITE D'ONORE L'ARTISTA MONI OVADIA

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Immagine articolo - italia domani

Nel pomeriggio di oggi la splendida Sala Goldoniana dell’Università per Stranieri di Perugia ha ospitato la Conferenza dal titolo “Non c’è futuro senza memoria. Antisemitismo e Razzismo. Una storia che non passa”. Il convegno si è aperto con un breve saluto da parte del Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Stefania Giannini, che ha passato velocemente in rassegna il programma e i contenuti della conferenza.

Protagonista della conferenza, nonché promotore dell’evento, è stato il prof. Marco Impagliazzo, docente di Storia Contemporanea dell’Università per Stranieri di Perugia, che ha mostrato lucidamente le dinamiche sociali e storiche che fecero germogliare ad ogni strato delle società europee il germe razzista, nello specifico antisemita. E’ stata anche spiegata l’origine del mito ariano, partendo dalle sue origini più remote (dal Conte de Gobineau al darwinismo sociale europeo), codificando l’impetuoso sviluppo che il fenomeno del razzismo ebbe, fino a raggiungere il drammatico epilogo della soluzione finale. L’intervento successivo è stato quello di Gabriele Rigano, ricercatore di Storia Contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia, autore di uno studio sull’Applicazione della Legislazione razzista nell’Università per Stranieri di Perugia. La relazione fatta da Rigano ricostruisce l’importantissimo ruolo che la storica Università perugina ebbe ai tempi del nazismo, in quanto, grazie allo spessore e alla grande sensibilità del Rettore Astorre Lupattelli, permise alla Stranieri di Perugia di essere (almeno secondo gli studi attuali) l’unico ateneo aperto ai cittadini di etnia ebraica. L’ultimo importante intervento è stato quello dell’attore teatrale, scrittore e musicista di origine ebraica Moni Ovadia, che ha aperto il suo intervento con un’aspra polemica. “Avverto che le celebrazioni del Giorno della Memoria stiano diventando sempre più celebrazioni di una falsa coscienza”, ha spiegato l’artista, che ha anche affermato come non si possa celebrare la memoria della Shoà senza riconoscersi in principi antifascisti”. Moni Ovadia ha poi concluso sostenendo che “perdendo la cognizione di quello che è stata la realtà storica si rischia di incorrere verso nuove forme di antisemitismo”. (F.F.)

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