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Lavoro

Il Piano del Lavoro della Cgil Umbria presentato questa mattina

18mila in lavoratori persi, è necessaria una nuova politica industriale
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Stabilizzazione di tutti i lavoratori precari, emersione del lavoro nero, impedire la riduzione della copertura degli ammortizzatori sociali, riconquistare i 18 mila lavoratori persi in Umbria dall'inizio della crisi: questi i principali obiettivi del Piano del lavoro della Cgil regionale, che dopo la conferenza di programma a livello nazionale, il sindacato umbro ha declinato a livello territoriale attraverso dieci schede operative.

“Occorrono risposte forti e una scossa notevole, è necessaria una nuova politica industriale per difendere e creare lavoro, guardando oltre la quotidianità per costruire il futuro” ha affermato stamani Mario Bravi, segretario generale Cgil Umbria, durante la presentazione del Piano.
Nel documento il sindacato umbro propone percorsi e progetti concreti per indirizzare le priorità della comunità regionale, per aprire una nuova fase che metta al centro una politica economica espansiva in grado di fondare la nuova crescita sulla creazione di buona e sicura occupazione. 

Le direttrici della nuova politica economica proposta dalla Cgil, oltre agli investimenti pubblici con un piano di creazione diretta del lavoro, prevedono anche il sostegno pubblico agli investimenti privati legati alla domanda sociale e nei settori strategici dell'economia, una riforma fiscale per riequilibrare la pressione tributaria e il potenziamento del sistema dell'istruzione e della ricerca. Bravi ha poi ricordato anche altri dati, i più “allarmanti”, che riguardano l'Umbria, con 100 vertenze aperte, 119 mila precari, 26 mila in cassa integrazione. Il segretario della Cgil ha inoltre sottolineato che “i livelli salariali dell'Umbria sono più bassi della media nazionale''.

Alla presentazione del Piano del Lavoro Cgil era presente anche la Presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha sostenuto che “Per realizzare buone politiche di occupazione e per più lavoro occorre tenere insieme, ed in maniera condivisa, le nuove politiche industriali con quelle per lo sviluppo e la crescita. Si deve assolutamente evitare – ha proseguito – il rischio di una ripartenza della crescita che veda questi due momenti di programmazione separati. Nella nostra regione, in questi ultimi due anni, e per la prima volta, abbiamo attuato, condividendolo con tutte le parti sociali, una programmazione unitaria delle azioni derivanti dalla legge regionale per le politiche industriali e da quella per le politiche attive del lavoro, puntando soprattutto verso azioni in grado di incentivare gli investimenti in innovazione.

È stato quindi ribadito quanto affermato di recente in occasione della riunione per la presentazione del Documento di programmazione annuale, e cioè che la situazione economica dell’Umbria, molto difficile e complessa per le imprese, l’occupazione, il lavoro e per le famiglie, ci stimola a guardare da subito alle opportunità che potranno derivare dalla nuova stagione dei fondi europei 2014-2020, ormai unico strumento finanziario, soprattutto per le Regioni, per mettere in atto politiche di sviluppo.

Accanto a questo –ha concluso la Presidente Marini- occorrono anche politiche fiscali che favoriscano imprese e lavoro, così come si dovrà operare una riforma dell’Irap che agevoli quelle imprese che investono e producono lavoro ed occupazione.

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