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Punti di vista

Il Pronto soccorso, un prezioso balcone sulla miseria dell’uomo

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Può capitare di doversi recare al Pronto soccorso per un problema di scarsa rilevanza. Può capitare dunque di dover aspettare. Un’ora, due ore, anche più. In quel tempo è possibile osservare uno spaccato di mondo che altrimenti ci sfugge.

 

Mentre i minuti si susseguono lenti, si possono notare sentimenti molto diversi - la preoccupazione di chi entra o aspetta un congiunto, l’inquietudine di chi attende notizie di un amico, e ancora: angoscia, nervosismo, sollievo, conforto, consolazione e via dicendo -; si percepisce la rabbia dell’uomo che si è infortunato lavorando; si sente nell’aria il dolore dell’anziano che arriva in fin di vita; si coglie, anche in una minima smorfia, la profonda disperazione dei familiari che accompagnano un giovane ragazzo reduce da un grave incidente stradale.

Capita, però, di vedere anche altro. Scene che rattristano, che indignano, che fanno riflettere. Capita, ad esempio, di vedere un uomo giovane, apparentemente forte, prestante. Si volta, lo vedi ciondolare, i suoi occhi sono bianchi, il suo viso inespressivo, è violento - non a caso è accompagnato da due carabinieri -, cerca di aggredire un medico. Ci riesce. È stato appena salvato da un’overdose. Si è ripreso. Vuole andarsene. Ad un certo punto arriva una bambina. Bellissima e disperata. Avrà tre o quattro anni. È una valle di lacrime in miniatura. Cerca la mamma, il viso le sembra esplodere. La portano all’uomo. La piccola stava con lui quando l’hanno salvato, quando si bucava dentro una macchina. Lui, un po’ per gli effetti della droga, un po’ perché proprio non sembra saper trattare una piccola creatura, non sa neppure tenerla in braccio. Rischia perfino, più volte, di farla cadere.

È il tuo turno, finalmente. Smetti di osservare quella triste scena. Te ne vai e ti chiedi: che male ha fatto quella piccola bambina per meritarsi tanto? Che ne sarai di lei? Chi se ne prenderà cura? Chi si droga si rende conto che non uccide solo se stesso?

Poi te ne vai. Più triste di quando eri entrato.

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