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Terremoto

Marini: a Marsciano danni per 101 milioni di euro

Ddl, priorità e contributi
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

“I danni stimati prodotti dal sisma e condivisi tra Giunta regionale e Dipartimento nazionale di Protezione civile consistono in 101 milioni di euro, somma comprensiva di diverse voci come gli edifici di abitazioni principali, il Pir (Piano integrato di recupero) di Spina, ma anche il patrimonio edilizio pubblico e gli edifici scolastici”: è quanto ha affermato oggi la presidente della Regione, Catiuscia Marini, in occasione di un incontro partecipativo in Seconda Commissione regionale sulla ricostruzione post-terremoto a Marsciano.

Ad oggi dei 101 milioni di euro –continua la presidente- disponiamo di 35 milioni di euro statali (20 milioni per il 2012 e 15 milioni di euro per il 2013) e della quota di cofinanziamento della Regione consistente presumibilmente in 13 milioni di euro, di cui una parte già utilizzata per la ricostruzione leggera (derivanti dall'accisa sulla benzina per autotrasporto - nel 2012 gettito di circa 7 milioni di euro). Nell'anno in corso, dopo il dimezzamento dell'accisa, il gettito presunto sarà di circa 4 milioni di euro”.
“La disponibilità complessiva attuale è di 43 milioni di euro che verranno utilizzati anche per affrontare la copertura dei costi per l'autonoma sistemazione. Ci troviamo quindi di fronte ad una copertura parziale dell'insieme dei danni, per cui è stato necessario, in accordo con le amministrazioni comunali, ma anche con i cittadini e le associazioni di categoria e sindacali, concordare un ordine di priorità, alcune di esse tipiche da protezione civile: abitazioni principali ed edifici adibiti ad attività produttive, ad eccezione di quelle agricole (edifici adibiti ad azienda agricola) per le quali la Regione ha finanziato direttamente attraverso fondi destinati allo sviluppo rurale. Priorità è stata quindi riservata anche per il Pir di Spina dove si verifica la necessità di interventi integrati”. A non trovare spazio nella legge statale sono stati i finanzimenti per gli edifici scolastici. La Giunta regionale, tuttavia, nell'ambito del suo Piano di edilizia scolastica e nelle risorse aggiuntive previste attraverso i fondi Fas, potrà finanziare alcuni interventi utilizzando le domande predisposte dalle Amministrazioni comunali.

“L'obiettivo della Regione, già previsto nella legge –ha spiegato la presidente - è quello di costruire una procedura unica della ricostruzione. Per quanto riguarda la gestione sarà a carico delle singole amministrazioni comunali che si potranno avvalere di personale qualificato anche della pubblica amministrazione. Per alcune amministrazioni comunali è necessario avere comunque un supporto tecnico e per questo sono stati previsti 840 mila euro destinati al contributo per i Comuni chiamati a gestire le varie funzioni legate alla ricostruzione.
Nei fatti, dunque, riguardano, in ordine, gli edifici con unità immobiliari oggetto di ordinanza di sgombero adibite ad abitazioni principali di residenti, attività produttive in esercizio, interventi sulle opere pubbliche previsti dal Pir di Spina, le priorità di intervento previste dal Disegno di legge della Giunta regionale che disciplina la programmazione e l'attuazione degli interventi per la ricostruzione post-terremoto e il ripristino degli immobili privati e delle opere pubbliche nei 12 comuni di Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Monte Castello di Vibio,Panicale, Perugia, Piegaro, San Venanzo e Torgiano. Seguono gli interventi per ordinanza di sgombero parziale.
Il contributo spettante per gli interventi di riparazione del danno e per il miglioramento sismico è pari alla minore somma tra il costo ammissibile a contributo e l'importo ottenuto moltiplicando il costo convenzionale di 800 euro/mq, al lordo dell'Iva, per la superficie complessiva dell'unità immobiliare. Il contributo non potrà essere superiore a 120mila euro per le unità immobiliari adibite, al momento del sisma, ad abitazione principale o ad attività produttiva in esercizio; di 70mila per le unità immobiliari adibite ad altri usi. E' comunque previsto un contributo aggiuntivo per le unità immobiliari con superficie complessiva superiore a 150 metri quadri che non potrà comunque superare, rispettivamente, 150mila e 100mila euro.
I contributi sono destinati per almeno il 70 per cento alla riparazione dei danni e al miglioramento sismico, la restante quota alle opere di finitura strettamente connesse.
Per quanto riguarda il Programma integrato di recupero di Spina, gli interventi verranno realizzati dai proprietari delle unità immobiliari comprese nell'ambito della medesima unità, costituiti in consorzio obbligatorio.
I proprietari compresi negli elenchi degli aventi diritto a contributo predisposti dai Comuni, non ammessi a contributo per carenza delle risorse disponibili, possono essere comunque autorizzati ad eseguire i lavori in anticipazione. A chi ha beneficiato dei contributi, la legge non consente il mutamento della destinazione d'uso prima di due anni dal completamento dell'intervento, pena decadenza dal contributo.
I lavori di ripristino di immobili di proprietà privata di importo pari o superiore a 258mila euro devono essere eseguiti da imprese in possesso di qualificazione rilasciata dalle Soa (Società organismi di attestazione). L'erogazione del contributo, all'inizio e all'ultimazione dei lavori è subordinata alla presentazione al Comune del Documento unico di regolarità contributiva (Durc).    I soggetti aventi diritto al contributo possono procedere, se l'edificio non è vincolato, alla demolizione e alla ricostruzione dello stesso, se conforme alla normativa urbanistica. 

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