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Al Palasport Evangelisti

Biagio Antonacci tra musica e solidarietà. E un po' di antipolitica

Due ore di musica con qualche digressione inerente il mondo politico
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

A Perugia, in un Pala-Evangelisti quasi gremito, Biagio Antonacci ha concluso il suo "Se sapessi dire no" tour. In oltre due ore Biagio e la sua band hanno riprodotto vecchi e nuovi successi, da "Se io se lei" a "Buon giorno bell'anima", da "Non è mai stato subito" - in una versione decisamente rock - a "Convivendo".

Dopo un sentito e solidale ricordo del terremoto che ha sconvolto l'Emilia, il cantautore ha ribadito quanto già espresso attraverso i media: farà sentire alle popolazioni terremotate un suo aiuto concreto. Un aiuto economico, come quello che ha proposto al pubblico e al mondo politico, più volte oggetto di digressioni durante tutto il concerto: dopo aver ricordato che negli ultimi anni l'Italia non ha - secondo lui - vissuto in una vera democrazia e che il nostro è un Paese dove più gli errori sono grandi e meno li si paga, Biagio ha invitato i suoi fan a votare per il partito che preferiscono purché votino per facce nuove.

Al di là dei toni antipolitici - a tratti eccessivi e qualunquistici -, Biagio ha saputo proporre un concerto energico. Nonostante un palco spoglio, solo a tratti ravvivato da spettacoli di brillanti artisti di strada, il cantautore ha saputo creare una notevole empatia con il pubblico, lasciando perfino il microfono ad una giovane fan in una sorta di karaoke. Ad ogni canzone Biagio ha dato una spiegazione della genesi e del significato del testo che stava per cantare - cosa rara, addirittura impensabile per molti cosiddetti grandi della musica italiana -, abbandonandosi a considerazioni riguardanti il proprio vissuto ("Le persone che ti amano - ha detto ad un tratto - non devono mai farti sentire a disagio"; ogni cosa va portata nel nostro bagaglio personale perché "dimenticare è inutile, oltre che impossibile"). Uno dei momenti più significativi ha però riguardato una bambina che dall'inizio del concerto issava un cartello con su scritto: "Ciao zio Biagio, papà ha detto di chiedere a te perché mi chiamo Iris". Alla piccola, Antonacci ha dedicato uno dei suoi più noti successi, "Iris" appunto.

In un crescendo energico, il concerto si è concluso con "Ti dedico tutto", il pezzo del momento. Con Biagio Antonacci il Pala Evangelisti ha vissuto due ore intense di buona musica. Condite da solidarietà e un po' di antipolitica, ormai di moda. (LV)

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