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L'intervista

Rino Gaetano rivive nei borghi umbri attraverso le voci di Alessandro, Marco e Federico

Molto apprezzata nel Cuore verde d'Italia, la Rino Gaetano Band spopola tra giovani e meno giovani, in un tour senza fine tra le province di Perugia e Terni
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

In Umbria sono seguiti con passione ed entusiasmo. Ogni loro concerto è una grande festa, aperta a tutti. Adulti, giovani e bambini si mescolano, lasciandosi trasportare dalla loro energia, imparando chi a conoscere, e chi a riscoprire, alcune delle perle del più puro cantautorato italiano, quello più sanguigno, più vero. Quello fatto con il cuore, con la voglia di gettare uno sguardo più profondo sul nostro Bel Paese, elogiandone le bellezze e criticandone, anche se con sottile ironia, gli aspetti più oscuri di un'Italia sempre più travagliata, oggi come trent'anni fa. Loro sono i ragazzi della Rino Gaetano Band, cover ufficiale di uno dei più grandi e compianti cantautori italiani. Con impegno e dedizione da ormai qualche anno, Alessandro, Marco, Federico, Yuri, Andrea, Giorgio e Menotti mantengono vivo il ricordo di Rino, sottolineandone la straordinaria attualità, e portando il pubblico a riflettere su quale grande perdita abbia subìto il nostro paese con la scomparsa prematura di un cantastorie senza eguali. Noi de “Il Sito di Perugia” li abbiamo incontrati a Villa Pitignano, in occasione di “Petinius 2000”, per quello che si pensava fosse il loro ultimo concerto umbro di quest'estate 2011, ma ci sbagliavamo!

Per chi vi segue in Umbria l'estate si è aperta con il vostro concerto a Sant'Angelo di Celle, a fine giugno, e si chiude questa sera a Villa Pitignano. Un compito importante per la Rino Gaetano Band che con l'Umbria ha ormai stretto un connubio indissolubile...

Alessandro Gaetano: “Diciamo che non si tratta proprio dell'ultimo concerto. Se calcoliamo che è appena iniziato settembre posso dirti che non è chiusa, dal momento che avremo altre due date in Umbria. È un compito che quindi stiamo ancora portando avanti, e che sta andando anche bene”.

Perchè secondo voi si è creato questo legame con l'Umbria? Ricordiamo che Rino è un cantautore di origini calabresi cresciuto e maturato, sia come persona che musicalmente, nella Capitale, allora culla del cantautorato italiano. Eppure oggi, a distanza di trent'anni dalla sua morte, l'Umbria è una di quelle regioni in cui forse maggiormente le canzoni di Rino si sono radicate...

Federico D'Angeli: “In effetti questo lo potremmo dire, anche se pure nelle altre regioni la musica di Rino è abbastanza diffusa. In Umbria in particolare. Ora, sarebbe da studiare un po' il fenomeno, però io credo che, aldilà di una particolare emancipazione che i ragazzi umbri hanno, e questo va sottolineato, anche nelle altre regioni sia possibile trovare una cospicua presenza di fan di Rino”.

Alessandro Gaetano: “C'è comunque da considerare che l'Umbria è una regione universitaria, e questo significa che c'è un'alta concentrazione di ragazzi che non sono però solo umbri, ma che provengono da tutta Italia. Quindi forse sì, proprio per questa varia composizione in qualche modo si potrebbe dire che in Umbria c'è un po' uno zoccolo duro di fan, che ci seguono e ci apprezzano”.

C'è voglia nel pubblico umbro di conoscere e riscoprire più approfonditamente non solo il Rino passato agli onori della cronaca degli anni '70 con canzoni come “Gianna”, “Berta filava”, “Nun te reggae più” e “Ma il cielo è sempre più blu”, ma anche toccare con mano quei brani rimasti un po' più nell'ombra, e che oggi si stanno imponendo forse con più forza. Vi chiedono sempre più spesso di cantare pezzi come “Metà Africa, metà Europa”, “A Kathmandù”, “Sombrero” che sono i brani meno conosciuti...

Marco Morandi: “Sicuramente in un concerto, dovendo fare più di venti o venticinque canzoni, capita di andare a pescare nel repertorio brani più nascosti. Fin dall'inizio si è cercato di fare scalette sempre varie, anche perchè essendo l'Umbria uno dei posti in cui veniamo più spesso dobbiamo sempre variare per non proporre lo stesso spettacolo, per non rischiare neanche di essere monotoni. Poi del resto alcune canzoni si devo fare sempre, per forza, però il repertorio di Rino conta su una sessantina di canzoni, con cui si potrebbero fare all'incirca tre spettacoli, quindi di roba ce n'è tanta. E ogni volta cerchiamo di variare il più possibile, anche per accontentare i gusti di chi è tra i più fedeli, di chi conosce anche quelle che sono vere e chicche. Cerchiamo anche di adeguarci a queste esigenze”.

In “Ti ti ti ti” Rino cantava “A te che ascolti il mio disco forse sorridendo...”. Ed è sorridendo che ogni volta vi accoglie il pubblico umbro, mostrando calore e affetto. La RGB come si sente di ricambiare questi sentimenti?

Federico D'Angeli: “Credo che chi viene ai nostri concerti senta quello che trasmettiamo. Volevo però sottolineare la frase a cui hai fatto riferimento nella domanda. É una frase che abbiamo inserito all'interno del nostro cd, in una parte un po' nascosta. Forse la maggior parte delle persone non la leggerà mai, ma noi l'abbiamo voluta mettere perchè rispecchia in un certo senso la nostra filosofia. “A te che ascolti il mio disco, forse sorridendo...” è un omaggio fatto a noi stessi, ma anche a tutti coloro i quali seguono Rino e che ci seguono costantemente”.

La RGB è Alessandro, Marco, Federico, ma anche Yuri, Giorgio, Andrea e Menotti. Cosa significa per voi suonare nella cover band ufficiale di Rino Gaetano, contribuendo a mantenere vivo il ricordo di un cantautore unico nel suo genere...

Yuri Carapacchi: “È un onore e un piacere vedere l'entusiasmo delle persone che ci seguono. Cerchiamo di dare sempre il massimo e di esprimerci al meglio. La cosa che a me sconvolge di più è vedere come a partecipare ai concerti sia un pubblico di tutte le età, bambini compresi. Più di una volta ci siamo trovati davanti bambini, che non superavano dieci anni di età, che cantavano le canzoni di Rino, così come anche i coetanei di Rino. Quindi per noi, e credo di poter parlare anche a nome degli altri, è assolutamente un piacere”.

Ricordate il vostro primo concerto in Umbria?

Alessandro Gaetano: “Se non vado errato il primo concerto fatto qui in Umbria, con l'attuale formazione, è stato a Cannara, nel 2008, in occasione di “Musica per i borghi”.

Di date in Umbria in questi ultimi anni ne avete fatte tante. Ce n'è una che vi ha regalato maggiori emozioni?

Alessandro Gaetano: “Forse il concerto fatto quest'anno, a Perugia, in occasione della Festa di ingegneria vince su tutti, soprattutto per la grande fetta di pubblico che c'era, per la grande partecipazione. Ma anche Torgiano è stata tra le tappe più emozionanti”.

Tra le tante novità che la RGB porta con se c'è anche il vostro primo cd. Diciannove brani che ripercorrono parte della storia musicale di Rino. Cosa significa per la RGB aver raggiunto questo traguardo...

Alessandro Gaetano: “Dopo tantissime richieste avute credo che, quello raggiunto, sia un grande traguardo, anche se c'è voluto un po' di tempo. Tra i nostri progetti c'era quello di inserire anche un brano di Rino che tutti conoscono, che è “Fabbricando case” rifatto in versione Ska. Ma, essendo una registrazione di qualche tempo fa, non abbiamo potuto inserirla. Comunque sì, è senza dubbio un grande traguardo e sta andando anche bene”.

Forse è un po' presto per chiederlo, visto che il cd è uscito da poco, ma ne farete degli altri?

Marco Morandi: “È un po' presto per rispondere, ma comunque c'è una mezza idea, anche perchè sono rimaste fuori alcune canzoni che noi facciamo in maniera un po' più particolare. Però, ripeto, è un po' prematuro parlarne ora”.

Ci sono ormai dei brani che vi caratterizzano. Noi ne abbiamo scelto uno per ognuno di voi tre, e voi dovrete dire qual è la frase di quella canzone che sentite più vostra. Per Alessandro è stato scelto “Ti ti ti ti”, per Marco “Sfiorivano le viole” e per Federico “Io scriverò”.

Alessandro Gaetano: “Mi piace quando Rino dice “a te che odi i politici imbrillantinati che minimizzano i loro reati, disposti a mandar tutto a puttana pur di salvarsi la dignità mondana”. La seconda frase di quel brano mi piace perchè, comunque, si rivolge in modo palese e diretto ad una realtà che spesso è un po' invadente”.

Marco Morandi: “Ci sono quelle frasi inedite in alcuni brani di Rino che noi cantiamo, ma che all'epoca furono censurate, e che quindi Rino tagliò o cambiò. Quelle le sentiamo particolarmente e le cantiamo sempre, anche per farle conoscere alla gente. In particolare, quella che dice “il Governo di eroi proclama lo stato di emergenza nelle zone colpite dalle bombe americane”. Sono argomenti ben noti anche ai giorni nostri. Le bombe americane che continuano ad esplodere in ogni dove, insomma sempre attualissime”.

Federico D'Angeli: “Non se sia più mia o più di Rino, però la frase è “perchè ho vissuto anche di espedienti, perchè a volte ho mostrato anche i denti”. Credo che sia la frase che più mi caratterizza, e credo anche che sia un vero e proprio insegnamento per tutti, oltre che per me o per Rino”.

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