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La riflessione di Fabio Polese

Elisa Benedetti vittima della società moderna

Questa società ha creato un nichilismo sfrenato che porta i giovani d’oggi ad autodistruggersi per cercare una finta libertà
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

La vicenda di Elisa Benedetti è ormai nota a tutti, il tam-tam di notizie - vere o presunte - sulla morte della venticinquenne di Città di Castello, hanno di nuovo portato sotto i riflettori il capoluogo umbro. Torna di moda la Perugia dello sballo e del divertimento sfrenato, tanto che, alcuni giornali, la paragonano alla “Disneyland della droga” e, in una delle ultime puntate della conosciuta trasmissione televisiva Porta a Porta, viene discusso il caso con una foto di sfondo che raffigura una montagna di ecstasy. Era successo così anche per il triste caso della studentessa inglese Meredith Kercher, morta nel novembre del 2007 con processi, ricostruzioni, libri e fiction degne di uno show mediatico interminabile. Le due storie – purtroppo - non sono le scene di un film “made in Hollywoodcon tanto di effetti speciali ma sono reali; si ambientano in una Perugia che ospita più di quarantamila studenti e si divide in poche vie del centro cittadino con poche strutture che diano una vera possibilità ai giovani d’oggi di costruirsi invece che auto-distruggersi. E mentre i media massificati descrivono la nostra città come pietra dello scandalo, un’altra giovane vita è stata spezzata per sempre in uno scenario – non solo perugino - tristemente devastato. Il Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha recentemente dichiarato: “Che la droga a Perugia sia un problema è scontato. E’ uno dei punti principali, la lotta allo spaccio, su cui si fonda il Patto per la sicurezza che da alcuni anni la città ha stretto con lo Stato. – e ha continuato –C’è un’altra tesi. Il mercato c’è perché c’è la domanda. Ma perché c’è la domanda? E’ tanto doloroso ed impegnativo cercare di scavare nel fondo, magari per la paura di trovare una risposta? Le nostre famiglie, lo sanno come i ragazzi vivono le loro serate di sabato?  Hanno mai fatto un giro nei locali in cui vanno, e non trovano nulla di strano se tornano a casa all’alba e poco “normali”? E nelle aule delle scuole, dove i ragazzi vivono tanta parte della giornata, davvero non si ha sentore di tante crisi che vengono nascoste nelle case? Perché a distanza di poco tempo due adolescenti cadono da una finestra? E davvero, cari narratori della Perugia noir, pensate che il disagio dei giovani e dei ragazzi sia un fenomeno che possa circoscriversi tra le mura etrusche o medievali di Perugia, e non sia un fenomeno con cui tutti, drammaticamente, dovremmo fare i conti?”. Tralasciando che una cosa esiste perché c’è un mercato ricco e sempre maggiormente richiesto – lo sanno anche i muri! -, il secondo punto delle dichiarazioni del Sindaco perugino merita un’attenta analisi. E’ vero, la famiglia e la scuola dovrebbero educare i nostri figli, ma è altrettanto vero che lo Stato e le istituzioni dovrebbero quantomeno dare delle prospettive concrete al nostro futuro. Viviamo in una società moderna che ha praticamente distrutto anche il vero significato della famiglia tradizionale; impossibilitata, soprattutto per motivi di tempo, ad esternare qualsiasi tipo di emozioni e tantomeno a dedicarsi  per educare, parlare e confrontarsi con i propri figli. Questa società ha, inoltre, creato un nichilismo sfrenato che porta i giovani d’oggi ad autodistruggersi per cercare una finta libertà che possa colmare il vuoto di una vita costruita ad hoc solo per il consumismo incontrollato. I giovani, apatici e poco motivati a trasformare le malattie in autentiche medicine naturali, cercano di evadere da una realtà triste e deformata, credendo che lo sballo possa farli uscire dalla quotidianità. Una quotidianità che non ha futuro, con poche possibilità lavorative e molte incertezze sociali. E’ proprio da questa falsa libertà che bisogna iniziare a mettere le fondamenta per una vera lotta alla decadenza. Ma la strada per i più alti desideri passa spesso per l’indesiderabile… Intanto - mentre aspettiamo - proviamo ad avere carattere e smettiamo di riempirci la bocca con quello che ha o non ha fatto la povera Elisa Benedetti, figlia e vittima di questa società in cancrena.

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