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Svago e tradizione

La Corsa all’Anello di Narni, un viaggio indietro nel tempo

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Per chi volesse fare un salto in pieno Medioevo, sarà sufficiente recarsi a Narni in questi giorni e ancor di più nel week end del 12 e 13 maggio, in occasione della Corsa all’Anello.

Il 3 maggio, festa del Santo Patrono Giovenale, si è tenuta la corsa storica, quella che si svolge in Piazza dei Priori, l’antica Platea Major, oggi come nel 1371, con le medesime regole di allora. I cavalieri dei tre Terzieri - Santa Maria, Mezule e Fraporta- anche più di uno per Terziere, si sfidano a cavallo, cercando di centrare, uno dopo l’altro gli anelli di varie dimensioni. Si parte da quello da dieci centimetri di diametro, poi quello da otto, quindi quello da sei per arrivare fino a quello da tre, difficilissimo da infilare. Mano a mano vengono eliminati i cavalieri che non riescono a centrare l’anello finchè, al termine della gara, vince colui che li infila tutti. Ieri, è stato Jacopo Rossi, per il terziere di Santa Maria, l’unico che è riuscito a centrare e trattenere sulla punta della lancia tutti gli anelli.

In realtà, la Corsa all’Anello vera e propria si corre domenica 13 maggio allo stadio San Girolamo. Qui, i cavalieri –tre per ogni terziere- devono correre l’uno contro l’altro cercando di battersi e, al contempo, infilare l’anello in corsa con la lunga lancia. In questa sfida gli anelli sono solo tre e ogni cavaliere, nel momento in cui arriva all’anello, fa automaticamente cadere quello dell’avversario, per cui solo uno di loro può arrivare a centrarli tutti e tre. Quello è il vincitore.

La notte precedente, un ricchissimo corteo storico con seicento figuranti in costume medievale, sfila per la città, che sta sveglia in attesa della gara.

Narni è un gioiello incastonato nella valle del Nera che vale una visita in ogni momento dell’anno, ma quella che offre la Corsa all’anello è davvero un’occasione unica per un viaggio nel tempo che fa rivivere i fasti dell’antica Narnia, resa più suggestiva che mai dai vicoli e palazzi addobbati con le bandiere dei Terzieri, dal suono delle chiarine e dal rullo dei tamburi, dalle ballate medievali che, curiosamente, vengono diffuse dagli altoparlanti e dalla presenza di figuranti in costume d’epoca che si mescolano con turisti e narnesi in festa.

In attesa della Corsa da non mancare una tappa nelle taverne di Fraporta, Mezule e Santa Maria che offrono il meglio della cucina tipica con semplicità e simpatia e una visita alla splendida Rocca Albornoz  che –imponente- troneggia sulla valle verdissima. Si dice che da lassù, nelle giornate più serene si possa vedere addirittura la cupola di San Pietro. In fondo, Roma dista solo un’ottantina di km…

Fatta costruire dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz per ordine del Papa che, al rientro da Avignone a Roma, voleva sentirsi più sicuro nei propri domini, la Rocca è il punto culminante del viaggio a Narnia anche perché qui, da un mese circa, ha aperto un Parco Medievale con un vero e proprio villaggio del Trecento, in cui si aggirano maghi e mercanti, donzelle e falconieri, artigiani e artisti di strada. Immancabile anche l’ accampamento militare, con i “soldati” che si allenano alla spada e al tiro con l’arco. Ma il pezzo forte è Artù, l’albero parlante.

Frutto di una ricostruzione storica rigorosa, ma anche di un pizzico di fantasia, che non guasta mai, il parco è rivolto soprattutto ai bambini che qui possono imparare e divertirsi allo stesso tempo. E’ aperto la domenica e nei giorni di festa per l’intera giornata ed offre anche spettacoli di danza, magia e falconeria, un ricco mercato e punti ristoro in cui si mangia sotto tende di foggia medievale. All’interno della Rocca anche mostre di armi, abiti e strumenti musicali originali o riprodotti fedelmente dai migliori artigiani italiani (info su www.roccadinarni.it o sulla pagina Facebook del Parco Rocca di Narni)

Insomma, per un salto nel Medioevo, Narnia vi aspetta!

(Maria Luisa Lucchesi)

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