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Welfare

545 le associazioni di volontariato umbre, di cui 26 nuove iscritte

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

Al 30 ottobre 2012, sono state presentate 33 nuove domande di iscrizione da parte di altrettante associazioni di volontariato, di cui 26 sono state accolte dalla Regione. I dinieghi sono stati 6 e si è dato corso ad una archiviazione. Per altre 10 istanze il procedimento non si è ancora  concluso. In totale le associazioni iscritte sono 545. Ben 24 delle 26 nuove iscritte operano in campo sociale e socio-sanitario, con prestazioni nell'ambito dell'assistenza domiciliare, trasporto malati, promozione della cultura della donazione di organi, sensibilizzazione verso le problematiche connesse a gravi patologie, prevenzione di situazioni di disagio, isolamento ed emarginazione. Le altre nuove iscrizioni nel settore della salvaguardia ambientale e nella protezione civile.

Sono state invece 16 le cancellazioni dal registro regionale del volontariato e 7 di esse sono avvenute dietro richiesta delle associazioni stesse a causa della loro cessata attività. In 6 casi le cancellazioni sono state causate da inadempienza all'obbligo di relazionare sulla propria attività, segnale di affievolimento della vita associativa, cui fa seguito un sollecito da parte del Comune che propone poi alla Regione la
cancellazione dell'associazione. Sono invece due le associazioni cancellate per incompatibilità, in quanto successivamente iscritte ad altro registro, quello delle associazioni di promozione sociale. Per la perdita dei requisiti di legge, una sola associazione è stata cancellata.

 

E sempre a proposito di welfare, ieri l’assessore regionale competente in materia, Carla Casciari, ha presentato in commissione consiliare la relazione relativa gli interventi a favore delle famiglie vulnerabili e di quelle in condizioni di grave disagio. Complessivamente, sono stati
trasferiti 1.293.862 euro su 1.350.000 disponibili (le somme non spese vanno ad assommarsi alle risorse per il biennio successivo), per un totale di 2.070 interventi. La punta più elevata a Perugia, con 416 interventi, seguita da Terni con 283, Foligno 247, Gubbio 233 e Città di Castello 182. La metà delle richieste arriva da lavoratori dipendenti (49 per cento); a seguire disoccupati (22 per cento), persone in cassa integrazione (10 per cento), pensionati (9 per cento), casalinghe e altre categorie (7 per cento). Solo il 4 per cento di domande
sono state presentate da lavoratori autonomi e precari. 

Dalla relazione si evince che il 96 per cento delle risorse destinate all'avviso relativo agli anni 2011-2012 è stato trasferito a famiglie
in possesso dei requisiti necessari, l'83 per cento delle quali sono costituite da italiani ed il 17 per cento da stranieri, tutti residenti
in Umbria. 

Respinte, invece, 193 delle richieste pervenute, con la punta più elevata nella zona sociale di Spoleto, con 62 domande non accolte di cui
41 per mancanza del requisito minimo Isee (Indicatore situazione economica equivalente). Tra i requisiti, infatti, serve uno status
economico del nucleo familiare anagrafico compreso fra 7.500 e 23.000 euro l'anno. Viste le difficoltà di accesso di parecchie famiglie che
non arrivano ai 7.500 euro, la soglia minima è stata successivamente abbassata (nell'avviso in vigore fino a novembre 2013) a 4.500 euro, limite massimo 15 mila.

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