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Fede & opere

Santa Lucia in Perugia, la chiesa voluta dalla Madonna di Medjugorje

La vicenda è narrata in un libro di don Ignazio Zaganelli
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il volume “La firma del cielo” (Quattroemme, pp. 222) racconta la storia, avvincente e provvidenziale, della chiesa dedicata alla Madonna “Regina della Pace”, cuore pulsante della parrocchia di Santa Lucia in Perugia.

L’autore è don Ignazio Zaganelli, parroco dotato di particolare carisma, sacerdote innamorato della propria missione, guida e pastore di una comunità che ha da tempo travalicato i confini parrocchiali. Il libro - di agevole lettura, impreziosito da un vasto apparato illustrativo - espone fin nei dettagli le vicende che hanno portato alla costruzione di un’opera frutto della fede e di una materna Provvidenza. La chiesa “Regina della Pace” - qui risiede principalmente la sua straordinarietà - ha avuto infatti, fin dall’inizio del progetto, un’insolita “direttrice dei lavori”: la Vergine di Medjugorje, la “Gospa”, la “Kralijca Mira”.

Tutto ha inizio nel 1983. Nell’ottobre di quell’anno padre Ignazio si reca per la prima volta a Medjugorje, un piccolo, sperduto paese della Bosnia-Erzegovina dove sin dal giugno 1981 si diceva apparisse la Vergine Maria.

Il primo impatto è negativo: il sacerdote pare convinto a concludere lì quella esperienza, proponendosi di non tornare più in quel luogo che già andava imponendosi come mèta di pellegrinaggio. Accadde però il contrario: “la Madonna - scrive don Zaganelli - mi fece sentire una gioia, una pace tale che mi sembrava di avere perso il peso corporeo”. Da allora, aggiunge, la preghiera - prima pesante e faticosa - “divenne un continuo desiderio”. L’esperienza segna in profondità il parroco di Santa Lucia. È la svolta. È la conversione. È l’inizio di una nuova fede. Rinnovato, don Ignazio rinuncia al proprio principale svago - il calcio- ed inizia ad immaginare la realizzazione di una nuova chiesa: l’antica struttura parrocchiale, capace di appena cento posti, non rispondeva più alle esigenze di una comunità di seimila persone.

Durante la Pasqua del 1985, s’iniziò a concepire quella che sarebbe divenuta la chiesa dedicata a Maria “Regina della Pace”. L’ispirazione venne dalla lettura evangelica della pesca miracolosa di Tagba: il nuovo tempio avrebbe dovuto avere la forma del “pesce San Pietro”. C’erano l’idea e la volontà ma mancava tutto il resto: il terreno, gli ingegneri, l’approvazione delle autorità ecclesiastiche, il denaro. “C’è voluta una forte dose d’incoscienza nel momento in cui l’idea cominciò a prendere forma”, scrive l’ex giornalista Rai Paolo Meattelli nella premessa al volume.

Nell’ottobre 1988 una nuova tappa cruciale. Vicka Ivanovic, una delle veggenti di Medjugorje, giunge a Perugia su invito di don Zaganelli. “La Madonna - comunica la giovane al sacerdote - mi ha detto che farai tutto lentamente, devi andare avanti”. La realizzazione inizia così a concretizzarsi.

La Provvidenza - di qui il titolo del volume, “La firma del cielo” - si manifestò in continuazione. 

Il 3 giugno 1990, alla presenza del vescovo Antonelli, fu posata la prima pietra. Non mancarono inconvenienti - la Madonna, tramite la veggente Mirijana “rimproverò” il consiglio parrocchiale per la scarsa preghiera, imponendo un cambiamento radicale - ma i lavori proseguirono e il cantiere fu chiuso in appena due anni e mezzo. La nuova chiesa dedicata alla Madonna “Regina della Pace” fu aperta la notte di Natale del 1993. Pochi mesi dopo (maggio 1994) venne la consacrazione, trasmessa in diretta da Radio Maria.

Alla fine non è stata realizzata "solo" la chiesa. In pochi anni hanno visto la luce anche gli altri tasselli del grandioso progetto: le sale parrocchiali, il teatro, i campi sportivi (per calcio e pallavolo) e la via crucis (2007). Il prossimo 2 luglio, alla presenza di monsignor Bassetti, verrà inaugurata l’ennesima opera frutto della fede: la chiesetta dell’antico borgo, salvata da sicuro degrado ed elegantemente ristrutturata, inizierà una nuova esistenza come centro del Movimento per la vita - alle cui necessità la parrocchia di Santa Lucia ha sempre provveduto con generosità -, mentre la ex casa parrocchiale ospiterà in dieci appartamenti i ragazzi leucemici e le loro famiglie. Il tutto con "la firma del cielo" e la benedizione della Vergine di Medjugorje.

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