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Arriva il ciclone fiorentino in un Capitini stracolmo

Renzi a Perugia: è ora di uscire "Fuori!"

L'iniziativa promossa da Marco Vinicio Guasticchi
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Macchine parcheggiate fino alle pendici di San Sisto, mille posti a sedere esauriti in pochi attimi, tanta gente fuori il “Capitini”; chi fosse passato ignaro di tutto avrebbe legittimamente potuto pensare al concerto di una rock star e invece no, protagonista della serata è un giovane sindaco di una grande città, quel trentacinquenne con la faccia da bravo ragazzo dell’oratorio in perenne sfida con le nomenclature locali e nazionali del suo PD. Matteo Renzi trova a Perugia un sostegno importante nel Presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, anfitrione dell’evento, la presentazione del volume “Fuori!” (titolo che riecheggia fedelmente un imperativo di emancipazione molto diversa, ma con il tempo cambiano gli scenari, non le aspirazioni di movimenti che vorrebbero farsi maggioranza), di recente pubblicazione. In platea tanti giovani, pochissimo ceto politico, anche diversi esponenti della controparte politica, tutti curiosi di vedere dal vero il ciclone Renzi. Ciclone che non si smentisce nell’organizzazione della serata, niente liturgie, nessuna poltrona in pelle con la bandiera del partito dietro, la scena è quasi teatrale, sul palco una panchina in legno, ceste di frutta (per imprimere in modo idiomatico nel pubblico lo stato del nostro paese) e una scatola di disegni fatti da bambini fiorentini. E poi lui, sempre in piedi, davanti ad uno schermo in cui scorrono i suoi riferimenti culturali e politici, da Kennedy ad Obama (ripescando infondo l’intuizione originaria di Veltroni, rispetto alla quale la segreteria Bersani ha svoltato non in modo indifferente, verso un più tradizionale approdo socialdemocratico), scorrono poi le immagini della politica rissaiola di oggi ma anche il contraltare positivo di chi progetta una politica diversa, capace di contrastare la cementificazione scriteriata, di convertire le sue strutture verso la eco sostenibilità, aperta al confronto con i cittadini, facendo ad esempio sicurezza nei centri storici promuovendo l’attività culturale notturna e non solo moltiplicando le forze di polizia in campo. Ci sarebbero tanti applausi ma Renzi li smorza, “non sono qui per cercare voti, sono qui per costruire un futuro; ci dicono tutti i giorni che siamo ingrati verso i vecchi dirigenti, che vorremmo rottamare tutto, noi vogliamo una sinistra vincente che parli ai giovani di 20 anni, nati dopo la caduta dei muri e che alla politica chiede concretezza. Basta con l’antiberlusconismo fine a sé stesso, Berlusconi esaurirà da solo il suo percorso, noi dobbiamo parlare anche agli italiani che lo hanno votato illudendosi che fosse davvero una forza d’innovazione liberale e democratica. Per intercettare anche quei voti, per parlare a tutto il paese dobbiamo però innovare, proporre volti nuovi, ricette semplici per ripartire con un’economia stagnante, chiedere un passo indietro a capitani di mille sconfitte. Noi dobbiamo fare come Obama, riscoprire una politica che sia fedele alle aspettative dei nostri bambini-conclude Renzi mostrando i disegni dei bimbi delle scuole- essere al servizio del loro futuro, non di una classe politica consunta che non ha più nulla da offrire. Nello statuto del nostro partito sta scritto -no a più di tre mandati in Parlamento- è ora di applicarlo, cosi come ribadire che la politica è un servizio e che 15 mila euro per un parlamentare al mese sono troppi.” Renzi è bravo a ripescare argomenti anche tipici di certo spirito di protesta in stile Beppe Grillo, ma lo fa impastandolo di concretezza amministrativa, mostrando risultati e tabelle che legittimano qualche tono un po’ populista. Quel tono che non piace a molti dirigenti del Pd, quelli che si accapigliano dalla mattina alla sera di fronte ad un popolo che non capisce ed appena trova uno bravo fuori dagli schemi lo seguono. Tutto da vedere se Matteo Renzi riuscirà a far tesoro di questa enorme aspettativa popolare.

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