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Il Sottosegretario Giovanardi a Perugia

"Droga e sicurezza. Famiglia, istituzioni e società civile insieme per sconfiggere la tossicodipendenza"

Convegno in Provincia
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Si è svolto ieri, nella sala del consiglio provinciale di Perugia, il convegno intitolato “Droga e Sicurezza. Famiglia, Istituzioni, Enti locali, Società civile insieme per sconfiggere il fenomeno della tossicodipendenza in Umbria ”.

Moltissimi e di alto livello i relatori tra cui spiccavano l’arcivescovo emerito della diocesi di Perugia Mons. Giuseppe Chiaretti, Marco Vinicio Guasticchi, padrone di casa, e il Prof. Giovanni Serpelloni, Capo dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri. La conclusione dei lavori è stata, poi, affidata al Sottosegretario alla Presidenza del consiglio con deleghe per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio sociale, Sen. Carlo Giovanardi.

Guasticchi, tracciando il quadro della drammatica situazione regionale, ha confermato che quella della droga è “un'emergenza che riguarda tutti e di fronte alla quale non possono esistere divergenze di opinioni e volontà di azione tra gli schieramenti politici”. Il presidente della provincia ha poi sottolineato come si stiano portando avanti progetti e iniziative volte a sensibilizzare i giovani sui temi della legalità e della pericolosità delle droghe, in netto contrasto con il trend di modelli che la società attualmente propone come ad esempio “l'aberrante mondo della cinematografia e delle fiction moderne che propongono il criminale come un eroe da imitare”.

Il Prof. Giovanni Serpelloni, scendendo nei dettagli più prettamente tecnici del fenomeno, ha sottolineato come, mentre in tutta Italia si è non solo riusciti ad arginare la crescita del fenomeno della tossicodipendenza, ma anche di ridurlo di un buon 25,7%, con punte del 50% a Milano, in Umbria e a Perugia in particolare il fenomeno risulta addirittura in crescita con un +26% rispetto alla media nazionale. Insomma, sia l’Umbria che la città di Perugia risultano essere le “capitali europee” dello spaccio, del consumo e della morte per droga. Serpelloni non è andato tanto per il sottile nell’indicare le cause di un simile, preoccupante fenomeno. La prima e più grave carenza della Regione è, per Serpelloni, l’ostinato, ottuso attaccamento alla propria ideologia politica da parte della maggioranza che la governa. “L’Umbria – ha aggiunto – è l’unica regione d’Italia che ha rifiutato di darci una piena e convinta collaborazione. Da più di un anno abbiamo proposto iniziative alla Regione Umbria, ma ancora adesso non ci hanno dato alcuna risposta concreta”.

“Un altro problema è la grave e dolosa sottovalutazione del fenomeno, cosa rilevabile dal fatto che l’Umbria è l’unica regione a non avere trattamenti per la cura della dipendenza da Cannabis. La popolazione umbra viene tenuta in una sorta di regime oscurantistico da parte degli organi di informazione regionale ed è quindi portata a sottovalutare la grandezza e la pericolosità del fenomeno. Risulta inoltre che l’Umbria sia la regione che abbia in assoluto effettuato il minor numero di test per Epatite e HIV con potenziali, catastrofici rischi epidemiologici di massa, a causa di una strana e non ben chiara deontologia professionale da parte di chi svolge queste mansioni”. Parole dure e molto chiare che non mancheranno di creare polemiche e distinguo.

Dal canto suo, Mons. Giuseppe Chiaretti, nel riconoscere la gravità della situazione, si è soffermato sulle cause del problema: i fenomeni dell’emarginazione e del rifiuto affettivo che porta al baratro della tossicodipendenza. “Certe percentuali vorremmo non sentirle più, per poter far sì che l’Umbria torni ad essere quella regione verde dall’inestimabile patrimonio che noi tutti amiamo”.

A conclusione dei lavori il Sen. Carlo Giovanardi, nel corso di un lungo, appassionato intervento, ha sottolineato i meriti dell’efficace azione di governo che ha portato a una riduzione drastica del consumo di stupefacenti. Il Sottosegretario ha poi spiegato come si sia finalmente riusciti a promulgare leggi chiare in materia, superando finalmente l’annosa, inutile diatriba sul fare differenza tra droghe leggere e pesanti. “C’è stato chi, come ad esempio i Radicali, sosteneva che tale problema non potesse essere risolto e che sarebbe stato meglio quindi distribuire droghe a tutti gli italiani per assuefarli al consumo. Noi abbiamo dimostrato che questa battaglia si può combattere, si deve combattere e si può anche vincere”. Durante il suo intervento il Senatore Giovanardi ha ricordato come il circuito internazionale della droga alimenti non solo le organizzazioni criminali ma anche quelle terroristiche, come nel caso dell’oppio prodotto in Afghanistan, e come vengano anche arrecati ingenti danni all’ambiente, come nel caso delle massicce deforestazioni nell’America Latina. Giovanardi ha rivendicato infine la validità del modello proposto dall’esecutivo di una società responsabilizzata e basata sul merito: “Abbiamo fatto leggi per imporre agli operatori di categorie considerate a rischio di superare controlli sempre più stringenti e diffusi e per responsabilizzare i giovani già in tenera età. I dilemmi di fronte a cui li poniamo sono semplici: ti piace guidare il motorino? Ti piace guidare la macchina? Poterli guidare sono dei premi che si possono ottenere solo mediante una condotta responsabile, poiché chi si droga e si mette alla guida finisce inevitabilmente per creare una situazione di grave pericolo per se stesso, ma soprattutto per gli altri”. (AC)

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