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I provvedimenti

La Regione Umbria tra riorganizzazione istituzionale e tagli

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Scioglimento delle comunità montane e dell'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura, e la semplificazione di alcune procedure amministrative tra cui la dirigenza dell'ente e il dimezzamento del parco auto. Sono questi i principali provvedimento presentati questa mattina dalla giunta regionale dell'Umbria. Obiettivo di fondo quello di procedere ad una riorganizzazione istituzionale e ad una riqualificazione della spesa pubblica. Per quanto riguarda l'approvazione del primo dei tre provvedimenti, quello relativo allo scioglimento delle comunità montane, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha spiegato come le “funzioni sino ad ora assolte dalle comunità montane verranno ricollocate all'interno degli enti elettivi, e cioè Regione Province e Comuni”. Saranno questi ultimi nello specifico a gestire le competenze fino ad ora in capo alle comunità montane, attraverso l'organizzazione in unioni comunali. “La necessità di andare oltre all'assetto basato sulle comunità montane deriva soprattutto dal drastico taglio delle risorse statali su questo versante – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria - . In quest'ottica è strategica la scelta di favorire e privilegiare le associazioni tra i comuni, specie tra i piccoli, che in Umbria sono 63 su 92, anticipando in questo modo anche le riforme proposte a livello nazionale con il disegno di legge firmato Calderoli”. “Attraverso questa riforma – ha aggiunto la Marini – nel medio periodo riusciremo anche a ridurre i costi del personale, che nel caso delle comunità montane umbre ammonta a 999 unità, che saranno riassorbite da Comuni, Province e dall'agenzia forestale, con un blocco del turn over”. “Con il taglio delle comunità montane – ha quindi concluso - il 'risparmio' di spesa supererà i 90 milioni di euro complessivi, visto che sinora il personale costava una trentina di milioni e la spesa per assicurare i servizi si aggirava sui 60”. Un secondo disegno di legge ha invece riguardato lo scioglimento dell'Arusia, che contava al suo interno 56 dipendenti, tutti nell'organico della Regione. Il provvedimento approvato questa mattina dalla giunta regionale umbra prevede quindi un passaggio di compiti all'assessorato all'Agricoltura, “con una semplificazione delle procedure – ha sottolineato l'assessore regionale Fernanda Cecchini – che consentirà una maggiore efficacia operativa, basata essenzialmente sull'eliminazione del passaggio delle pratiche”. La riduzione dei costi di funzionamento della macchina regionale interesserà inoltre il blocco del turn over del personale, che comporterà un risparmio complessivo di tre milioni di euro per l'anno corrente, e lo stop a 63 unità del numero dei dirigenti regionali, contro gli 86 previsti. Altri tagli riguarderanno infine, come sottolineato dall'assessore regionale alla Sanità, Franco Tomassoni, che ha annunciato una riduzione delle consulenze e dei contratti a tempo determinato. (MT)

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