Perugia, 28 Maggio - I militanti di CasaPound radunati in piazza Italia, con bandiere ed uno striscione con su scritto: "alcuni italiani non si arrendono". "Dopo i recenti fatti di cronaca - afferma Cpi in una nota - che hanno visto extracomunitari delinquere indisturbati tenendo in scacco un intera città, che hanno fatto destare le coscienze di tutti, potremmo dire di essere stati dei profeti, visto che già a gennaio 2010 eravamo intervenuti sulla morte del centro storico di Perugia, e del suo passaggio nelle mani dell'illegalità. E’ ormai inutile che le istituzioni si attivino in merito al problema, quando da tempo continua ad essere favorito lo sviluppo commerciale in periferia, abbandonando interi stabili del centro storico alle speculazioni immobiliari, mentre l'area interna alle mura urbiche diviene sempre di più territorio incontrastato degli spacciatori". "Appare purtroppo evidente - continua CasaPound - che le politiche di questa amministrazione trascurano totalmente gli interessi dei consumatori, quelli dei commercianti, ed il benessere della città; il centro storico di Perugia e’ diventato il supermarket dello spaccio, al quale i cittadini sono costretti ad assistere impotenti anche durante il giorno, con gli immigrati irregolari divenuti i padroni della piazza. La brutalità degli avvenimenti accaduti di recente è diretta conseguenza di un meccanismo che permette un continuo flusso migratorio, coadiuvato da enti religiosi e laici, sfruttato dal mondo del lavoro; l'immigrazione è una risorsa, ma per coloro che sfruttano manodopera a basso costo, lucrando su persone disagiate che si ritrovano a dover accettare lavori infami, pagati pochissimo. Va da se che in questo modo si vanno a creare due situazioni socialmente pericolose: una concorrenza sleale sul posto di lavoro, a discapito dei lavoratori italiani che non possono accettare salari da fame, e potenziali 'delinquenti' costretti sulla strada dell'illegalità". ''Comunque - conclude Cpi - non scaricheremo sugli immigrati le colpe di chi 'politicamente' campa sul disastro sociale, di chi alimenta la guerra tra poveri ed utilizza il clima d'insicurezza come distrazione, per nascondere un'amministrazione inefficiente ed una crisi che non accenna a svanire". (Federico Ranieri)
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