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domenica, 26 maggio 2013 - 08:13
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Politica

Mauro Cozzari (Udc): bilancio di Previsione 2012 del Comune di Perugia

Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

Prendendo visione del Bilancio, riscontriamo certamente alcuni elementi più che apprezzabili. Parliamo dell’addizionale IRPEF, che non registra aumenti, e delle azioni volte alla diminuzione del debito del comune per quanto riguarda i mutui.

Apprezziamo, inoltre, che non sia stata diminuita la spesa per il sociale; ma, d’altro canto, notiamo come, in se stessa, la spesa sia insufficiente a far fronte alle nuove esigenze prodotte dall’inverno demografico, dall’aumento della vita e dell’età media dei cittadini, dalla crisi economica, dalla crescente immigrazione.

In quasi tutti i comuni, in un frangente economico come questo, i bilanci possono definirsi “ingessati”: lo è anche questo, forse un poco di più a causa della gestione superficiale delle precedenti amministrazioni.

La criticità specifica di questo Bilancio, a nostro parere, è che la programmazione utilizza, per lo più, superati e, oramai inadeguati, strumenti di governance.

Vorremmo così spingere l’amministrazione a riflettere su una svolta significativa e vera rispetto alla gestione di una società che nel giro di tre anni ha cambiato, e continua a cambiare, la propria fisionomia.

Crediamo che sia venuto il momento di rivedere quanto di vecchio non è più adatto alla nuova realtà e proporre nuove forme di amministrazione del territorio.

Cominciamo parlando di Spending Review. Si può e si deve fare ancora molto:

-          DILIGENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA: in ogni famiglia quando ci sono difficoltà finanziarie, il BUON PADRE inizia a tagliare le spese che lo coinvolgono direttamente:

-          prima di tutto far sì che il premio di produttività per i Dirigenti, ancora troppi, sia motivato da una seria valutazione e non elargito indiscriminatamente a pioggia come avviene tutt’oggi;

-          rendere equo il trattamento riservato al personale dipendente in confronto a quello dirigente. Pur constatando un trend di diminuzione rispetto al 2009 nelle politiche di reclutamento del personale riteniamo inopportune alcune scelte. Ci riferiamo, in modo specifico, alla Delibera di giunta 119 del 2012 con la quale viene assunta unità di personale per due anni con una spesa di 84.460 euro per funzioni che dovrebbero essere svolte adeguatamente dall’ufficio di gabinetto e dall’ufficio del sindaco. Se la figura in questione risultasse seriamente fondamentale, allora l’assunzione sarebbe stata giustificata con argomentazioni risibili; se invece le argomentazioni fossero reali, non potremmo ritenere che una tale spesa sia giustificabile. Si tratta di 84.460 euro che avrebbero potuto essere destinate alle molte esigenze succitate.

Un altro punto importante: l’istituzione di consigli di quartiere sembra essere proposta come unica soluzione all’esigenza amministrativa del territorio. Consideriamo tali consigli uno strumento para-istituzionale del tutto inadeguato allo scopo di coinvolgere la popolazione nelle scelte e nelle disposizioni dell’amministrazione. Saremmo più propensi a seguire la linea di una democrazia deliberativa e, quindi, alla creazione di consulte tematiche e territoriali a costo zero, che verrebbero coinvolte da co-protagoniste nella valutazione dei problemi e nella scelta delle disposizioni da prendere. Oltre a questo sarebbe importante ipotizzare delle commissioni consiliari aperte da localizzare nei singoli quartieri per discutere problemi attinenti a quel territorio.

Passando al problema sicurezza notiamo l’assenza totale del monitoraggio dei cosiddetti “cittadini fantasma”.

L’ultimo censimento rivela come ci siano più di 5500 soggetti non ritrovati rispetto alle persone presenti nella lista anagrafica comunale. Oltre a questo dato è da riscontrare la possibilità di farsi aprire da persone presenti in alcuni alloggi ubicati nelle parti più “calde” della Città: Centro Storico, Ottagono, Bellocchio, per dirne alcune. Al riguardo riteniamo che un elemento fondamentale sia favorire una sinergia interistituzionale che abbia come risultato una mappatura dei contratti di locazione registrati, dei cittadini residenti o domiciliati. La detta mappatura favorirebbe l’emersione degli affitti in nero. Il fenomeno è largamente diffuso, a discapito di studenti universitari e immigrati irregolari, e coinvolge anche professionisti del crimine liberi di procurarsi basi per le proprie attività.

Ricordiamo inoltre che il fenomeno muove un ingente quantità di denaro che danneggia naturalmente l’erario.

A nostro parere dovrebbe essere, questo, un punto focale delle politiche sulla sicurezza.

Sulle politiche culturali ci limiteremo ad una breve osservazione. Riteniamo sempre più evidente l’inopportunità, sia economica che funzionale, di separare l’assessorato alla cultura da quello al turismo. In parole povere: Perugia non ha attrazioni naturali come mare e montagna, ma ha un ragguardevole patrimonio artistico. Il turismo è turismo-culturale.

Riguardo alle politiche sociali ricordiamo come siano state ignorate le proposte dell’opposizione sull’esternalizzazione degli asili nidi. Ritorniamo a dichiarare la necessità di una riforma integrale che non si occupi più soltanto di numeri e quantità (bambini e insegnanti) ma anche della qualità del servizio. Si fa un gran parlare di sussidiarietà orizzontale ma le parole non trovano conferma nei fatti che, invece, sembrano voler semplicemente potenziare e mantenere lo status quo.

Ci soffermiamo anche sullo stanziamento nei confronti del FIREU. Pur essendo stato confermato lo stanziamento dell’anno passato, per altro ridotto allora di più del 35%, appare tuttavia inadeguato poiché si parla di 15 strutture con più di 900 bambini. Lo stanziamento deve essere sicuramente implementato in fase di assestamento di bilancio.

Le politiche sociali, ci portano a parlare di politiche familiari. Si continua a trattare questo ambito con una prospettiva individuale invece che familiare. Grave è la mancanza totale o carente del coinvolgimento di importanti associazioni del settore: il Forum delle associazioni familiari, il Consultorio la Dimora, l’Associazione famiglie numerose, l’Agesc, il Movimento per la vita e il Cav, anche qui solo per dirne alcuni.

Queste sono solo alcune delle sottolineature che ci sentiamo di offrire a questo dibattito, per ribadire all’amministrazione, ancora una volta, l’esigenza di procedere ad una svolta concreta e significativa.

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