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sabato, 25 maggio 2013 - 15:22
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"Festarch"

In Umbria 150 incontri sul fare città nell'epoca della dissipazione urbana

Immagine articolo - Il sito d'Italia

Chiese, teatri, musei, piazze di Perugia e di Assisi si aprono per permettere ad architetti, urbanisti, designer, scrittori di parlare di architettura del paesaggio e del futuro del mondo. Piu' di 150 gli incontri in programma, da oggi fino a domenica prossima, a Festarch, il festival internazionale di architettura, ideato da Stefano Boeri, architetto e urbanista, direttore del mensile Abitare, e organizzato da Rcs periodici, che dopo una interruzione di due anni riprende nelle due citta' umbre.

''Fare citta' nell'epoca della dissipazione urbana'', e' il tema del festival, articolato in sette sessioni: Abitare e inventare, Abitare e muoversi, Abitare e lavorare, Abitare e respirare, Sopravvivere per abitare, Comunita' per abitare, Abitare e coltivare. Agli incontri parteciperanno, fra gli altri, i premi Pritzker dell'architettura Kazuyo Sejima e Thom Mayne, ma anche Rem Koolhaas e Peter Eisenman. Ogni architetto, scrittore, scienziato che sara' presente all'evento raccontera' le proprie idee su un luogo urbano preciso del pianeta. Cosi', per quattro giorni, Perugia e Assisi ospiteranno nelle loro piazze, nei loro teatri e musei dei luoghi e delle citta' del mondo: da Tokyo a Medellin, da New York a Mumbai, da Napoli a Pechino. A riempire le strade di Perugia ci saranno anche gli studenti d'architettura, partecipanti al workshop promosso dall'Universita' di Perugia, che avranno cosi' la possibilita' di incontrare i loro maestri. Alla presentazione di Festarch, svoltasi nel Palazzo ex monte Frumentario, erano presenti il vicesindaco di Assisi, Antonio Lunghi, l'assessore alla cultura del comune di Perugia, Andrea Cernicchi, e l'assessore regionale alla cultura, Fabrizio Bracco. Boeri ha spiegato le ragioni della scelta di Perugia e di Assisi come sede del Festival: ''Talvolta l'innovazione avviene proprio nelle citta' piccole, in quelle che non sono al centro dell'attenzione mediatica. A Perugia e ad Assisi abbiamo trovato molte cose interessanti, come per esempio un modo diverso di guardare al territorio, al paesaggio''. (LV)

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