In relazione alla difficile situazione delle lavoratrici Euroservice di Castiglione del Lago, le quali, in seguito alla decisione della multinazionale Nestlè di non rinnovare alla cooperativa il contratto per la produzione di imballaggi per la fabbrica di San Sisto, si trovano senza lavoro e senza reddito, CSP – Partito Comunista manifesta tutta la propria solidarietà umana e politica nei confronti delle lavoratrici dell’azienda ed in modo particolare, verso le circa 50 operaie che, in assenza di cambiamenti di rotta, potrebbero perdere il posto di lavoro, dopo aver lavorato per ben 20 anni per Euroservice come stagionali. Nestlè ha deciso di interrompere il rapporto con questa cooperativa che da ben 23 anni produce le confezioni per i prodotti della fabbrica di San Sisto, confezioni che ora la multinazionale svizzera vorrebbe tornare a produrre in house e a causa di ciò, sono circa 40 le donne che da 6 mesi si trovano senza stipendio né ammortizzatori sociali. Secondo noi comunisti, Euroservice che impiega attualmente 46 lavoratrici e che con il lavoro stagionale arriva ad occupare oltre 160 unità, rappresentando una rilevante integrazione di reddito per il territorio del Trasimeno, non deve assolutamente chiudere. Accanto alle ragioni legate al profitto, la multinazionale deve tener conto anche di una questione etica poiché, questa cooperativa, ha avuto uno stabile rapporto con essa per ben 23 anni e fin dal 1989 è, a tutti gli effetti, un reparto della fabbrica di San Sisto e quindi, parte integrante del suo processo produttivo. In ragione di ciò, la Regione dell’Umbria deve produrre il massimo sforzo affinchè la cooperativa, magari anche diversificando la sua attività lavorativa, prosegua il suo rapporto di lavoro con Nestlè, oppure con una nuova società interessata a far lavorare la società di Castiglione. Per l’immediato, la Giunta Marini deve mettere in campo tutti i propri strumenti operativi affinchè siano attivati gli ammortizzatori sociali per le 50 operaie che dopo aver fatto per oltre due decenni la fortuna della multinazionale Nestlè, contribuendo sempre a farle raggiungere i suoi obiettivi di utile annuale, attualmente stanno perdendo la loro dignità di persone dal momento che, sono senza lavoro e senza reddito. CSP – Partito Comunista sottolinea che, storicamente l’area del Lago Trasimeno è economicamente poco sviluppata ed in virtù di ciò, Euroservice rappresenta un’importante opportunità occupazionale per le donne in un contesto dove per loro c’è davvero poco. Noi comunisti chiediamo la riconvocazione immediata del tavolo con la Nestlè già attivato dalla Regione Umbria e sollecitiamo la multinazionale svizzera a presentare un piano industriale che rilanci l’attività di Euroservice poiché, a tutti gli effetti, le sue operaie sono state per oltre 2 decenni in tutto e per tutto un reparto della fabbrica di Perugia ed hanno decisamente concorso a riempire le sue casse aziendali.
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