“Umbria trasporti e mobilità rappresenta un pezzo importante del patrimonio pubblico della nostra regione, pertanto la sua integrità va preservata”. Ad affermarlo è Enrico Ceccarelli, presidente di Cna Fita, l’unione di categoria del settore trasporti. “Se l’aumento di capitale annunciato verrà aperto a nuovi soci gli artigiani dell’Umbria che operano nel settore sono pronti a parteciparvi, ovviamente nei limiti delle proprie disponibilità, insieme ai soci pubblici ed eventualmente anche in collaborazione con altri privati. Quando parliamo di privati umbri – prosegue Ceccarelli - ci riferiamo soprattutto alle 120 imprese artigiane che fanno parte del Cam (Consorzio Artigiano Mobilità, ndr), raggruppamento che già da diversi anni ha stretto una partnership con l’azienda pubblica. Siamo convinti che, dopo la creazione dell’azienda unica, le strade da percorrere per rafforzarla debbano essere quelle della creazione di economie di scala e del rafforzamento della collaborazione pubblico – privato. L’obiettivo condiviso da tutti dovrebbe essere quello di garantire servizi di alta qualità a costi contenuti a tutti i cittadini dell’Umbria, in maniera particolare alle fasce sociali più deboli: giovani, anziani, portatori di handicap, ma oggi anche disoccupati e cassintegrati”. Per il presidente di Cna Fita “i servizi di trasporto pubblico locale rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la tenuta sociale della collettività, sempre più oppressa da una crisi che non accenna a finire”. Ceccarelli affronta anche il nodo dei crediti vantati da Umbria Mobilità nei confronti della Regione Lazio e del Comune di Roma. “Nel merito delle questioni romane non siamo in grado di esprimere pareri definitivi non conoscendo con precisione tutti i vari aspetti della vicenda, però ci sembrano alquanto strane le modalità che si stanno seguendo per affrontarla: le problematiche aziendali non si possono risolvere solo con i comunicati stampa. L’unica cosa che possiamo dire è che i contratti di servizio sono in essere già da alcuni anni, pertanto se tutti hanno lavorato nel modo giusto i diretti interessati non potevano non sapere. Il problema comunque esiste e va trovato un modo per risolverlo. Se l’aumento di capitale sarà ritenuto la soluzione più opportuna – conferma Ceccarelli - noi siamo pronti a fare la nostra parte, nonostante le difficoltà che anche le aziende private sono costrette ad affrontare quotidianamente: ci riferiamo all’allungamento continuo dei tempi di pagamento da parte dei nostri clienti pubblici e privati, all’aumento continuo e costante dei costi di gestione, in primis il carburante, al calo dei fatturati imputabili soprattutto alla riduzione dei flussi turistici. Nonostante tutto ciò – conclude il presidente di Cna Fita - è soprattutto in questo momento che vanno individuati nuovi percorsi per continuare a garantire alla collettività servizi di trasporto pubblico eccellenti attraverso il rafforzamento della collaborazione pubblico-privato”.
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