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L'intervista

Il Sito di Perugia a colloquio con Costanza Miriano

La giornalista del Tg3 ha da poco pubblicato il volume "Sposati e sii sottomessa"
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Quarant’anni, donna in carriera, sposata, quattro figli e… sottomessa. È questo biglietto da visita di Costanza Miriano, giornalista in forza al Tg3, e una vena ironica con cui le piace affrontare le sfide di ogni giorno. E “Sposati e sii sottomessa: pratiche estreme per donne senza paura” è il titolo del suo primo libro, una raccolta di lettere divise per argomenti: donne e uomini.

L’obiettivo che si è posta è quello di un confronto su come tenere uniti tutti i ruoli che la donna oggi deve ricoprire, alle prese con il lavoro e la famiglia, e su come cercare la propria identità. In una realtà in cui si parla di parità fra i sessi la donna deve andare alla ricerca della propria identità, alle volte minacciata dalla competizione con il sesso maschile. L’accento va posto, quindi, sulle differenze, perché diciamocelo gli uomini e le donne vengono da universi differenti. Noi de “Il sito di Perugia” l’abbiamo incontrata in occasione della presentazione del suo libro nel capoluogo umbro, dov’è nata, e questo è quello che ci ha detto…

“Sposati e sii sottomessa: pratica estrema per donne senza paura” è un titolo che può sembrare controcorrente rispetto all’idea di donna emancipata. Cosa intende dire quando parla di “sottomissione della donna”?

La sottomissione va intesa nella sua accezione di sostegno. Credo che le donne siano più brave nei rapporti e nelle relazioni, nel mediare e smussare gli angoli, nell’accogliere tutte le diverse personalità della famiglia. Quindi come sottomissione intendo appunto il sorreggere, il sostenere. Poco fa notavo che quando mio marito deve dire una cosa ai nostri figli la dice a me, e la stessa cosa fanno loro. Io sono un po’ il perno della ruota, soprattutto in questa fase in cui i miei figli sono ancora piccolini, e credo che sia così per molte donne. Al di là delle dichiarazioni di intenti e dell’emancipazione, in realtà tutte le donne si sottomettono in maniera del tutto naturale.

La sottomissione di cui parla ha anche una componente religiosa, la auspicava San Paolo nella lettera agli Efesini…

Sì, l’origine è la citazione di San Paolo, però credo che il Vangelo sia il libretto di istruzioni dell’essere umano, e che funzioni anche per chi non crede. Siamo fatti così ed è quello che desidera il nostro cuore. Credo che la ricetta possa funzionare anche per chi non è credente.

Il suo libro ha fatto molto discutere, perché?

Perché ormai siamo allergici alla parola ed all’idea della sottomissione. Tocca dei nervi che sono ancora scoperti, perché in quest’epoca l’idea di obbedire a qualcuno ci è ormai estranea. La fede è un qualcosa di ormai poco diffuso, e l’idea di non essere autodeterminati sprigiona questa allergia. Invece io penso che se uno esce dalla logica dell’emancipazione, del dominio, del braccio di ferro e della lotta, e abbraccia una logica di amore a quel punto è naturale accogliere e sostenere.

Lei cura anche un blog, pezzi di vita quotidiana raccontati con una particolare vena ironica. È una componente che si ritrova anche nel suo libro?

Sì e credo che questo lato divertente del libro sia forse l’elemento più importante. Le cose che dico non sono nuove, rappresentano la sapienza della Chiesa da duemila anni a questa parte, però cerco di dirle con un tono ironico e leggero in modo da farle arrivare a tutti. Un po’ perché questo è il mio carattere, sono una persona allegra a cui piace ridere, e un po’ per fare arrivare più facilmente il messaggio.

Quindi l’ironia può essere una buona chiave di lettura per affrontare temi complessi quali il matrimonio, la vita di coppia, la famiglia, i figli…

Sì, direi di sì. In realtà stiamo tutti ridiscutendo le regole del matrimonio, della famiglia, dei ruoli maschili e femminili, perché non sono più dati per assodati come lo sono stati per tanti anni. Si fa parecchia fatica a rimettere tutto in  gioco, ma se lo facciamo sorridendo è meglio.

A chi si rivolge il suo libro?

A quelli della mia generazione, soprattutto alle donne. A tutti quelli venuti dopo il ’68, dopo il femminismo, dopo che sono stati fatti cadere alcuni baluardi fondamentali della vita, alcuni anche forse a ragione. E poi a chi è alla ricerca di un nuovo modo per far funzionare la famiglia.

“Spasati e sii sottomessa: pratiche estreme per una donna senza paura” è il suo primo libro. Ha già dei progetti per il futuro? Magari un nuovo libro ma condito sempre con la stessa ironia?

Ho già iniziato a metter da parte idee per un nuovo libro, indirizzato questa volta agli uomini, perché la lettera di San Paolo agli Efesini dice “voi donne siate sottomesse e voi uomini siate pronti a morire per le vostre mogli”. Quindi noi dobbiamo fare la nostra parte, ma gli uomini devono anche fare la loro. Ancora però non so se andrò avanti, se mi sposterò sul piano della narrativa, o se mi dedicherò alle torte che forse è meglio.

Insomma, la sottomissione di cui parla l’autrice non porta con sé alcuna connotazione negativa anzi, si tratta di una sottomissione libera e spontanea finalizzata a sorreggere la famiglia. E come ricorda la stessa Costanza Miriano “tra noi possiamo dircelo: sotto ci si mette chi è più solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo”. (Per la Redazione Maria Tripepi)

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