perugia
skyline
facebook twitter youtube Feed RSS
X
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Turismo e Cultura

TURISMO RESPONSABILE: L’ASSESSORE BRACCO FA IL PUNTO SULL’UMBRIA

Il prossimo Salone mondiale dei siti patrimonio dell’Umanità di Assisi diventa occasione di riflessione sulla sostenibilità del turismo nella nostra regione.
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Sostenibilità e responsabilità sono le nuove frontiere del turismo, criteri sui quali va basato il nuovo approccio al viaggio non solo da parte del viaggiatore (o turista che sia), ma anche da parte degli operatori del settore e delle istituzioni.

Sarà questo uno dei temi fondamentali del prossimo World Heritage Tourism Expo di Assisi, dedicato ai siti Unesco, in programma dal 20 al 22 settembre al Tetaro Lyrick, che offre l’occasione per una riflessione sul turismo responsabile e sostenibile in Umbria, da parte dell’Assessore alla Cultura e Turismo della Regione dell’Umbria Fabrizio Bracco.

Siti Unesco e turismo responsabile. Un esempio di cultura da incentivare. Assessore Bracco, quale ruolo per le istituzioni?

Andiamo con ordine. Innanzitutto faccio mia la definizione che l’AITR (Associazione italiana turismo responsabile) ha dato di turismo responsabile: «quel turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori». Un’idea che sottintende un grande protagonismo da parte della comunità regionale e dei territori, un ruolo attivo delle sue istituzioni e una grande attenzione al territorio inteso proprio nel doppio senso di bene da tutelare e di fattore di crescita economica e civile. È in questo senso che l’Umbria si sta muovendo da tempo con una strumentazione ambiziosa e al passo con i tempi, aiutata dall’immagine che da sempre la distingue di terra del viaggiare lento, attento ai paesaggi, alle tracce dell’uomo e ai valori spirituali e sociali. I siti Unesco si collocano in questo quadro di riscoperta e valorizzazione del territorio antropizzato e, fortunatamente per noi, ben preservato dalla saggezza di generazioni di cittadini e amministratori. L’Umbria conosce la presenza di alcuni siti presenti nella lista Unesco. Recentemente, infatti, alla storica presenza di Assisi, si è aggiunto il sito di Spoleto e Campello sul Clitunno con il riconoscimento del sito seriale dell’Italia dei Longobardi. Riconoscimenti che premiano il lungo lavoro portato avanti da istituzioni pubbliche e private, con sinergie che hanno saputo coinvolgere ampiamente le comunità locali nei progetti di candidatura. Si tratta dell’estrema sintesi del lavoro di cui dicevo prima: patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che, grazie al protagonismo delle comunità locali, diventa polo di attrazione a livello internazionale. La Regione sta implementando tale strategia promuovendo – e incrociamo le dita − le candidature a patrimonio immateriale dell’umanità del Calendimaggio di Assisi, dei Ceri di Gubbio e dei siti della Valnerina e di Orvieto.

Qual è la situazione del turismo sostenibile nella nostra regione?

Un tema intimamente legato alla sostenibilità del viaggio è quello del “tempo” del viaggiare. Non a caso non parliamo più di turista ma di viaggiatore, di chi si muove con lentezza, guardandosi attorno, fermandosi a parlare con le persone e a riflettere, prediligendo poche tappe da scoprire con calma e da assaporare. L’Umbria, da questo punto di vista, parte da una situazione di indubbio vantaggio. Città d’arte, centri storici e piccoli borghi immersi in un magnifico paesaggio si prestano naturalmente a questa dimensione del viaggiare consapevole e responsabile. La Regione, di conseguenza, ha lavorato su due fronti: ha impostato strategie e politiche turistiche che ricollocano il contatto con il territorio al centro dell’esperienza di viaggio, e ha fatto della sostenibilità la bussola non solo delle politiche turistiche ma della programmazione regionale nel suo complesso. Parlo della riconversione delle politiche del commercio nella direzione dei centri commerciali naturali, della valorizzazione dei centri storici, del tentativo di fare delle diverse filiere della cultura poli di innovazione creativa. Uno dei miei obiettivi è “Umbria Regione creativa”.

Quali gli obiettivi e le azioni del suo assessorato a questo proposito?

Uno dei principali strumenti è stato il Bando TAC 2 (filiera Turismo Ambiente Cultura),con cui, in un’ottica di rete con gli attori privati del settore, abbiamo individuato quasi 6 mil di risorse per la promozione della regione lungo alcuni assi che corrispondono alla nostra visione del “viaggiare in Umbria”: il turismo dello spirito, il turismo nei parchi e nelle valli, il turismo culturale, del benessere, dell’enogastronomia, nelle residenze d’epoca e il turismo sportivo per valorizzare i grandi assi di mobilità dolce di cui siamo ricchi. Ulteriori progettualità verranno sviluppate per la promozione del turismo verde e aprendo nuovi canali di comunicazione con l’universo in veloce trasformazione dei viaggiatori. L’Umbria è stata tra le prime regioni a sviluppare iniziative sul web come il Travel Bloggers Unite Umbria, grazie al quale abbiamo aperto un nuovo e sorprendete canale di comunicazione indipendente, una finestra aperta sulla nostra terra da parte di chi ha fatto del viaggio la propria ragione di vita. La promozione turistica e culturale dell’Umbria e la conoscenza del suo patrimonio artistico passeranno sempre più attraverso le nuove tecnologie digitali e i nuovi linguaggi di comunicazione. Anche in considerazione della limitatezza delle risorse su cui contare, abbiamo abbandonato le costose campagne di promozione del passato e scelto di far conoscere il nostro territorio grazie alla tecnologia e alla green economy. Abbiamo preparato una rete di 40 app (32 pubblicate sull’App Store e 8 su GooglePlay) dedicate a vari aspetti del territorio: si va dagli eventi ai musei, dai percorsi turistici a quelli ciclabili. E altre sono in arrivo. Nessuna amministrazione pubblica italiana e europea è riuscita a fare meglio.

Quali, invece, i compiti e le responsabilità degli operatori turistici?

È interessante, a questo proposito, lo studio Confesercenti sulle preferenze e i giudizi dei visitatori stranieri all’offerta turistica delle regioni italiane. Secondo questo studio l’Umbria, nel complesso, si colloca tra le regioni italiane di maggiore attrattiva per la domanda straniera. In particolare, l’Umbria viene descritta come una regione ad elevato orientamento turistico, soprattutto grazie ad un patrimonio naturale ed artistico molto ben preservato, una buona qualità gastronomica e ospitalità alberghiera. È proprio su questo versante, tuttavia, che lo studio suggerisce alcune linee di miglioramento dell’offerta, dal punto di vista della cortesia delle strutture e della qualità e disponibilità di informazioni.

È proprio sul versante della qualità dell’accoglienza, non a caso, che da anni stiamo sollecitando sforzi da parte degli operatori privati. L’obiettivo macro è quello dell’innalzamento dell’offerta complessiva dei servizi di accoglienza. Il sistema pubblico ha fatto la sua parte con la rivisitazione dei punti di informazione turistica. Il periodo di crisi certo non aiuta, ma è necessario convincersi che non innalzeremo la competitività del sistema turistico regionale senza investimenti privati sul versante della qualità dell’accoglienza.

Che cosa vuol dire per l’Umbria una manifestazione come il WTE?

Il WTE è una vetrina di eccellenze e come tale sostenuto dalla Regione. È, soprattutto, una vetrina dedicata alla valorizzazione del patrimonio dell’umanità quale volano di sviluppo economico e turistico sostenibile. In questo senso non poteva trovare una casa più adeguata dell’Umbria e di Assisi, che da San Francesco e San Benedetto fino ad Aldo Capitini, portano nel proprio DNA le tracce dell’attenzione al creato, del lavoro di comunità, della pace e della comprensione dell’altro attraverso i valori universali dell’uomo ed il rapporto con la natura e della cultura.

Manda i tuoi comunicati stampa a: redazioneperugia@ilsitodiperugia.it