"La cancellazione delle feste dell'"Immacolata" e del 1 novembre è un atto grave sotto vari aspetti. Non è una questione di riposo o di lavoro. Per quanto la secolarizzazione ci stia conducendo ad una paganizzazione delle festività religiose, è ancora possibile affidarsi alla speranza che dette festività possano richiamare a quella dimensione trascendente che contraddistingue l'uomo al pari di quella fisica e di quella intellettuale". E' quanto afferma Mauro Cozzari dell'Udc. "Il PIL, la produttività, la ripresa economica sono categorie immanenti che, di per sé, non conducono l'uomo alla felicità, forse alla ricchezza, ma non alla felicità. Ma è la felicità ciò che l'uomo cerca. Se l'obiettivo - conclude Cozzari - della politica non sarà quello di creare una società che marcia convinta verso la felicità pubblica, unica dimensione di senso per ottenere la felicità privata, se l'uomo non sarà chiamato a contemplare anche ciò che di trascendente vi è in lui, recuperando l'integralità del suo essere, sarà completamente inutile ricreare condizioni di ben essere, perché non vi sarà nessuno in grado di essere bene". (FP)
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