“La commissione d'inchiesta sulle tossicodipendenze, votata all'unanimità dal Consiglio regionale, è stata istituita per capire il problema tossicodipendenze e consumo di droghe in Umbria. Dovrà approfondire il fenomeno relativo a tutte le sostanze stupefacenti, senza distinzione né sottolineature fra leggere e pesanti”. Ad evidenziarlo è il consigliere del Pd Luca Barberini che con riferimento alle dichiarazioni del capogruppo del Pdl afferma: “Raffaele Nevi, è stato ancora una volta sopraffatto dalla smania di apparire ed ha fornito una lettura completamente diversa della realtà. Nevi può stare tranquillo: a noi del Pd, a tutti i democratici - aggiunge Barberini - interessa soltanto sostenere e tutelare i giovani, attuando tutte le iniziative possibili per prevenire ed evitare il consumo di droga, senza distinguere tra sostanze leggere o pesanti, una divisione inutile e ormai datata. Vogliamo aiutare le famiglie investite da questo problema e lottare con fermezza contro il traffico di stupefacenti. Su questi temi - prosegue Barberini - non indietreggiamo e non rinunciamo certamente ai nostri valori ed alle nostre convinzioni. Noi ex Margherita – se ancora ha un senso etichettarci così – non ci siamo mai coperti di ridicolo, come sostiene il consigliere Nevi: quella è una specialità che appartiene solo a chi intende la politica uno strumento di protagonismo e commenta con troppa fretta. Suggerisco, a chi ha questa abitudine, di leggere Euripide e di soffermarsi sul passo che dice "il pensiero successivo è immancabilmente più saggio": è un invito da cogliere al volo”. Il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, in merito alla Commissione d’inchiesta istituita dal Consiglio regionale aveva dichiarato: “Oggi in Consiglio Regionale c'è stato uno spettacolo veramente pietoso: durante la discussione sulla istituzione della commissione d'inchiesta sulle droghe, quando il centrosinistra sotto il diktat di Rifondazione comunista ha rigettato l'emendamento proposto da Pdl e Lega Nord che metteva sullo stesso piano la lotta alle droghe cosiddette ‘leggere’ a quelle cosiddette ‘pesanti’, siamo di botto tornati al 1968, quando i comunisti si battevano per lo spinello libero”. (MP)
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