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martedì, 21 maggio 2013 - 20:40
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Regioni

Accordo per Carta geologica sull'Italia ccentrale

Per nuove misure in tematica ambientale.
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Le Regioni Umbria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna hanno firmato oggi, a Firenze, nella Palazzina Lorenese della Fortezza da Basso, il protocollo di intesa ''Continuum Territoriale Geologico Interregionale''. L'accordo, che per la Regione Umbria e' stato siglato dall'assessore regionale ai lavori pubblici Stefano Vinti, avviera' il lavoro di redazione della nuova carta geologica dell'Italia centrale che oltre a trovare modi comuni fra le quattro Regioni di elaborare dati geologici e di divulgarli, rendera' disponibili, a breve, strumenti cartografici e geotematici per gli enti locali, per il mondo professionale e per gli stessi cittadini promuovendo fra l'altro una cultura consapevole sul rischio idrogeologico. ''La stipula del protocollo d'intesa - ha affermato l'assessore Vinti - non e' solo un punto di partenza per una proficua collaborazione nel campo della formazione e divulgazione di strumenti di conoscenza geologica ma e' anche un importante punto di arrivo nella collaborazione da tempo attivata fra le quattro Regioni firmatarie nel modo di rilevare, rappresentare e diffondere dati prevalentemente geologici''. Gia' nel Comitato nazionale di coordinamento fra i servizi geologici regionali, da oltre dieci anni, le quattro Regioni, insieme ad altre, hanno proposto, condiviso e spesso attuato, metodi di lavoro comuni, poi recepiti anche con direttive e linee guida nazionali. Uno dei temi di grande importanza ed attualita' che il ''Continuum Territoriale Geologico Interregionale'' dovra' affrontare e sviluppare - riferisce una nota della Regione Umbria - e' senz'altro quello riguardante il rischio idrogeologico e nello specifico il rischio idrogeologico da frana che ha una piu' stretta connessione con le caratteristiche geologiche del territorio. In questo settore c'e' necessita' di affinare il modo di rilevare i dati sulla franosita' attraverso un coordinamento piu' stretto ma c'e' soprattutto bisogno di rappresentarli e diffonderli in maniera omogenea e condivisa, anche in relazione ai due grandi strumenti di rilevanza nazionale sui quali si e' cercato di trovare un modo di lavorare coordinato, il progetto Iffi (Inventario dei fenomeni franosi in Italia) e i piani Pai (Piani di assetto idrogeologico) delle varie Autorita' di Bacino. In entrambi i casi il substrato fisico sul quale si manifestano i fenomeni e' per le quattro Regioni pressoche' lo stesso: l'Appennino Settentrionale e delle Valli collegate, che contribuiscono a formare bacini di rilievo nazionale come quello del Po, del Tevere e dell'Arno. Sui data base delle Regioni sono presenti al momento banche dati simili ma non uguali, scale di mappatura spesso diversificate e con differenti dettagli, modi di diffusione locali diversi o in qualche caso assenti e criteri di aggiornamento ed archiviazione dissimili. ''Su tutti questi aspetti - ha spiegato Vinti - c'e' ancora molto da lavorare e il protocollo d'intesa e' il mezzo piu' adatto per ottenere risultati omogenei a qualita' uniforme. La conoscenza geologica e la possibilita' di fruirne estesamente e telematicamente sono fondamentali nella comprensione dei fenomeni franosi, del rischio che ne deriva e soprattutto delle azioni da intraprendere per mitigarlo. Per la determinazione della pericolosita' geologica da frana, in merito alla suscettibilita', ad esempio, entrano in gioco molti parametri geologici, che se trattati informaticamente permettono in breve tempo di produrre utilissime elaborazioni. Fissare ad esempio un numero minimo ed identico di parametri da considerare sarebbe gia' un risultato. Sicuramente sarebbe un altro importante obiettivo la diffusione omogenea e magari con la stessa piattaforma su un sito web condiviso delle aree a rischio frana molto elevato ed elevato visto che in qualche caso, tra l'altro, tali fenomeni si estendono a cavallo degli stessi confini regionali''. ''L'attuazione del protocollo - ha concluso Vinti - oltre a trovare modi comuni fra le quattro Regioni di elaborare dati geologici e di divulgarli, rendera' disponibili, a breve, strumenti cartografici e geotematici per gli enti locali, per il mondo professionale e per gli stessi cittadini promuovendo fra l'altro una cultura consapevole sul rischio idrogeologico''. (VM)

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